«Cassandra
l’ha gridato al popolo, ma nessuno le
credeva.»
La previsione della Fallaci sull’Islam
Non
possiamo far altro che pregare per quanto è accaduto nella notte inerte di
Parigi. Dopo Charlie, hanno colpito al cuore, hanno colpito la gente
comune che trascorreva una serata ludica e che si è ritrovata esanime
sull'asfalto della città delle luci. Luci che oggi non brillano, sono solo 128
candele. Papa Francesco piange per quello che è stato e per quello che sarà.
Obiettivo ora è colpire Roma: "Tutto questo non è umano".
Ma una
previsione vi è stata con "La forza della Ragione" di Oriana Fallaci,
la giornalista guerriera.
"Mi vogliono morta perché dico la verità"
Con questo
romanzo, pubblicato da Rizzoli nel 2004 e tradotto in undici Paesi, la Fallaci
torna ad affrontare il dibattito sul terrorismo islamico, riprendendo il
discorso cominciato nella Rabbia e L'orgoglio. Un libro fortemente polemico, in
cui l'abulico appello alle coscienze non ruota più attorno all'urgenza di
ritrovare l'orgoglio di reagire, ma alla ragionevolezza necessaria alla sopravvivenza
della cultura occidentale per fronteggiare la cruenta minaccia islamica.
Cassandra, colei
che vede il futuro ma non viene ascoltata dal popolo, è sostituita da Mastro
Cecco, bruciato dagli inquisitori che non volevano credere alle sue scomode
verità. La Fallaci, contro l'inquisizione del politically correct del
Ventunesimo secolo, si fa allora Mastra Cecca, e come tale si dichiara pronta a
bruciare per il bene dell'Occidente, opponendosi fermamente all'oscurantismo
islamico dell'integralismo religioso e al ruolo sottoposto, negato e calpestato
della donna in quelle società.
Affermando
di sentirsi "atea-cristiana" e affrontando senza peli sulla lingua i
motivi dell'impossibilità di una convivenza serena tra due culture tanto
lontane, Oriana snocciola tutti i punti critici originai dal contatto tra due
mondi che non potranno mai trovare un compromesso pacifico; tutto ciò temendo
l'insorgere di situazioni apocalittiche in cui l'Occidente vivrà annichilito
dalla paura e l'Islam non fermerà la sua avanzata finché l'avrà privato di
tutto quello che ha costruito nei secoli, e della democrazia in
particolare.
La terza
guerra mondiale? Ci siamo dentro dall'11 settembre 2001. Una guerra di
terrorismo psicologico contro un Occidente talmente debole che zittisce di
fronte all'immagine di un crocifisso immerso in un'ampolla di urina, di fronte
agli attentati, di fronte al dolore.
Ed
allora che silenzio sia, fino a che non sarà l'unica scelta che avremo.
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