sabato 14 novembre 2015

La previsione della Fallaci sull’Islam



                «Cassandra l’ha gridato al popolo, ma nessuno  le credeva.»
                                  La previsione della Fallaci sull’Islam


 Non possiamo far altro che pregare per quanto è accaduto nella notte inerte di Parigi. Dopo  Charlie, hanno colpito al cuore, hanno colpito la gente comune che trascorreva una serata ludica e che si è ritrovata esanime sull'asfalto della città delle luci. Luci che oggi non brillano, sono solo 128 candele. Papa Francesco piange per quello che è stato e per quello che sarà. Obiettivo ora è colpire Roma: "Tutto questo non è umano".

Ma una previsione vi è stata con "La forza della Ragione" di Oriana Fallaci, la giornalista guerriera.
                                            
  "Mi vogliono morta perché dico la verità"

Con questo romanzo, pubblicato da Rizzoli nel 2004 e tradotto in undici Paesi, la Fallaci torna ad affrontare il dibattito sul terrorismo islamico, riprendendo il discorso cominciato nella Rabbia e L'orgoglio. Un libro fortemente polemico, in cui l'abulico appello alle coscienze non ruota più attorno all'urgenza di ritrovare l'orgoglio di reagire, ma alla ragionevolezza necessaria alla sopravvivenza della cultura occidentale per fronteggiare la cruenta minaccia islamica.

Cassandra, colei che vede il futuro ma non viene ascoltata dal popolo, è sostituita da Mastro Cecco, bruciato dagli inquisitori che non volevano credere alle sue scomode verità. La Fallaci, contro l'inquisizione del politically correct del Ventunesimo secolo, si fa allora Mastra Cecca, e come tale si dichiara pronta a bruciare per il bene dell'Occidente, opponendosi fermamente all'oscurantismo islamico dell'integralismo religioso e al ruolo sottoposto, negato e calpestato della donna in quelle società. 

Affermando di sentirsi "atea-cristiana" e affrontando senza peli sulla lingua i motivi dell'impossibilità di una convivenza serena tra due culture tanto lontane, Oriana snocciola tutti i punti critici originai dal contatto tra due mondi che non potranno mai trovare un compromesso pacifico; tutto ciò temendo l'insorgere di situazioni apocalittiche in cui l'Occidente vivrà annichilito dalla paura e l'Islam non fermerà la sua avanzata finché l'avrà privato di tutto quello che ha costruito nei secoli, e della democrazia in particolare.  

La terza guerra mondiale? Ci siamo dentro dall'11 settembre 2001. Una guerra di terrorismo psicologico contro un Occidente talmente debole che zittisce di fronte all'immagine di un crocifisso immerso in un'ampolla di urina, di fronte agli attentati, di fronte al dolore. 

  Ed allora che silenzio sia, fino a che non sarà l'unica scelta che avremo.

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